Palazzo Ludovico Stefano Pallavicini

Da FoscaWiki.

Collegamento alla Scheda su Palazzo Ludovico Stefano Pallavicini

Le Guide

Costruito per Paolo Battista e Nicolò Interiano, tra il 1565 e il 1567, fu in seguito dei Grimaldi, dei Vivaldi Pasqua ed infine dei Pallavicino. Sul retro nasconde un giardino edificato nel periodo in cui apparteneva alla famiglia Vivaldi Pasqua. «Questo Palazzo è tutto all’esterno dipinto a vivi colori verde, e giallo, oltre a una bella serie di figure di Deità e Virtù graziosamente in affresco espresse. E’ pur dipinto tutto nel portico, nelle scale, e nell’andito all’antisala.
Nel primo è una battaglia nella volta, ed altre cose assai belle. Al primo ripiano delle scale Davide placato da Abigaille; nell’andito Ester innanzi Assuero. Evvi una gran Sala, con molti salotti. Ella è pur tutta graziosamente a fresco dipinta nella volta e ai lati, e superbamente messa a stucchi in oro, ai lati e nel cornicione. Il pavimento è pure della più gran magnificenza. Lo stile della pittura annunzia essere del Maratti, e non essendo iscritto nella Relazioni del Ratti il nome dell’autore, potrebbe supporsi in Gio’. Andrea Carlone» .

--Claudia Peirè 22:12, 11 Oct 2010 (CEST)


Davide Bertolotti, descrive brevemente questo palazzo: «L’architettura dè palazzi di Genova ha pienamente i tre suoi requisiti maggiori; la fortezza, la bellezza e l’acconcio. Al che conviene aggiungere la ricchezza e la giocondità. Quanto alla ricchezza assai la palesano e marmi di cui fuori e dentro rispendono, e la generale sceltezza de materiali. Vedi un esempio di questa sceltezza nel palazzo già Grimaldi ora Vivaldi-Pasqua, sulla piazza delle Fontane Amorose. Il gentiluomo che lo fece innalzare, attese per più anni a procurarsi senza alcun risparmio di denaro e migliori materiali che in ogni cosa potessero bisognare all’edificio [...] »

--Maura Mattei


Federico Alizeri, nel Manuale del forestiero per la città di Genova, per quanto riguarda Palazzo Pallavicini, fornisce una stringata descrizione della facciata: «Le pitture del portico sono dei figli di Lazzaro Calvi; furon però ritocche modernamente, e non ha guari alcune delle lunette vennero rifatte con sua invenzione da Federico Peschiera, che molte altre ne dipinse sul primo ripiano con fatti di storia sacra.»


--Claudia Peirè 13:06, 19 Jan 2007 (CET)


Oggi conosciuto come Palazzo Paolo Battista e Niccolò Interiano o Interiano Pallavicini, è sito in Piazza Fontane Marose al civico 2.
Alizeri descrive a lungo questo palazzo che, nel corso dei secoli, ha subito diversi cambi di proprietari che, con l’evolversi del gusto artistico, hanno più volte restaurato e modificato gli ambienti: «Trovo i principj (se già non eran riforme) dell’edifizio nel 1565; e per fermo era dritto che i nuovi esempj di Strada Nuova spronassero a maggior lustro i signori del vicinato. Eran quivi padroni e inquilini quattro fratelli Interiani, Ludovico, Paolo, Battista e Nicolò Il palazzo venne edificato su progetto di Francesco Casella, per quanto riguarda gli interni, nel dicembre 1585 «[…] gli Interiani […] hanno a sé, in queste proprie case i pittori, coi quali patteggiano per istoriare sei camere, che nel contratto si distinguono a nome. I pittori son due Calvi, Pantaleo e Benedetto» .
A detta di Alizeri, il lavoro sarebbe stato mediocre; è da sottolineare però, come l’avvocato veda solo ciò che è rimasto di quelle iniziali decorazioni dato che, la famiglia Vivaldi-Pasqua, proprietaria del palazzo nel XIX secolo, diede il via ad un imponente ciclo di restauri.

--Claudia Peirè 22:12, 11 Oct 2010 (CEST)

Bibliografia Guide

  • Alizeri Federico, (Attribuito a) Manuale del forestiere per la città di Genova, Genova, 1846 pag. 372
  • Alizeri Federico, Guida illustrativa del cittadino e del forastiero per la città di Genova e sue adiacenze, Bologna, Forni Editore, 1972 pag. 216-217
  • Bertolotti Davide, Viaggio nella Liguria Marittima, Vol. II, Torino, Eredi Botta Editori, 1834, pag. 230
  • Poleggi Ennio e Poleggi Fiorella (Presentazione, ricerca iconografica e note a cura di), Descrizione della città di Genova da un anonimo del 1818, Genova, Sagep, 1969 pag. 162
Strumenti personali