Santuario della Madonnetta

Struttura della chiesa

Il Santuario è situato nell'omonima creuza, e prende il nome da una statua della Vergine col Bimbo, scolpita in alabastro, che fu donata da Isabella Moneglia a P. Carlo Giacinto Sanguineti. Il 4 maggio 1695 l'architetto Anton Maria Ricca iniziò la costruzione della chiesa.


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Struttura architettonica

Il corpo della chiesa è preceduto da un atrio scoperto a pianta ottagonale,caratterizzato da un ciottolato in pietre bianche e nere (rissoeu), disegnato da Bartolomeo Storace. L'aula centrale è anch'essa a pianta ottagonale dai lati irregolari.Su ogni fiancata si trovano tre cappelle. Il presbiterio è sopraelevato rispetto al piano della chiesa. Sotto di esso vi è lo scurolo,a pianta poligonale, con volta a padiglione e collegato ad una piccola cripta a pianta lobata.

Immagine:Immagine_334_~2.jpg Ciottolato a "rissoeu"

Immagine:Immagine_344~2.jpg Presbiterio

 

Esterni

L'esterno della chiesa è ormai spoglio. Originariamente i muri erano dipinti a scomparti rossi e gialli,con i simboli della Vergine tratti dal Cantico dei Cantici. La facciata era ornata in un ampio riquadro centrale da un affresco rappresentante l'Assunzione della Vergine.

 

Interni

  • Prima cappella a destra: "La Vergine e i Santi Agostiniani", di Bartolomeo Guidobono.


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  • Seconda cappella a destra: "Gesù e la madre di San Giacomo e San Giovanni", di Giovanni Battista Paggi, 1620. Quest'opera è precedente alla fondazione del Santuario, e infatti proviene da un oratorio che fu distrutto nella zona di Prè.
  • Terza cappella a destra: "L' Annunciazione" su tela di Giuseppe Galeotti, 1738.


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  • Prima cappella sul lato sinistro: "L'Immacolata" è attribuita a Bartolomeo Guidobono.


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  • Seconda cappella a sinistra: Il "Crocifisso con la Vergine, San Giovanni e la Maddalena" di Gio Raffaele Badaracco si trova sull'altare della cappella. Questo dipinto fu donato al santuario nel 1735.


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  • Terza cappella a sinistra: "Vergine dell'aspettazione del parto". é dubbia l'attribuzione della pala a Bartolomeo Guidobono.


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  • Pietà, di Anton Maria Maragliano

Cristo si trova tra le braccia della Vergine, compartecipe della missione di redenzione del figlio e mediatrice tra l'uomo e Dio. Questa Pietà lignea si trova nella cripta del Santuario.


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  • Il Presepe:

Si articola su un'area di circa cento metri quadrati, in cinque quadri, tre dei quali, in posizione centrale, sono ambientati nella Genova secentesca, di cui si riconoscono quartieri e monumenti. Vi si scorgono i tipici carrugi del centro storico genovese, uno fra i più estesi d'Europa. Gli altri due quadri laterali sono invece ambientati, quello a sinistra, nella campagna fuori le porte, e quello a destra, a Gerusalemme, con le scene della Natività e della partenza dei Magi. Il presepe si compone di circa ottanta statue che raffigurano sia gente comune intenta alle proprie occupazioni quotidiane, sia nobili a passeggio in abiti preziosi. A parte il gruppo ligneo della natività attribuito a G.B, Gaggini la maggior parte delle preziose statue dovrebbero essere uscite dallo scalpello o dalla bottega di Anton. M. Maragliano.

 

  • PRIMO QUADRO:

sono le prime luci dell'alba sulla Valle del Bisagno (da cui il termine "bisagnine" ossia fruttivendole): due contadini contrattano una mucca, nella stalla un altro si prepara al lavoro dei campi indossando gli stivali, in un interno una vecchietta lavora la lana.


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  • SECONDO QUADRO:

una sequenza di scene di mercato: si susseguono nelle varie botteghe la verduraia, il fornaio, l'oste, il macellaio. Tutto ciò contornato da monumenti in parte scomparsi: Porta Pila, via Madre di Dio

  • TERZO QUADRO:

Genova. Si allineano Palazzo San Giorgio, Porta Soprana, la Torre degli Embriaci, la chiesa di San Matteo con gli adiacenti palazzi dei Doria, la Lanterna; vicino a uno zampognaro che suona, aspettano i clienti il pescivendolo, la caldarrostaia e la "frisciolina" (venditrice di farinata).


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  • QUARTO QUADRO:

il gruppo della Natività occupa una semplice stalla, nella quale stanno entrando due pastori adoranti. Il primo pastore, secondo i genovesi, a raggiungere la Grotta, è Gelindo. Subito all'esterno fervono le attività, con la vecchietta che cucina e una donna che dal balcone osserva un arrotino all'opera.


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  • QUINTO QUADRO:

l'ambientazione cambia bruscamente: pochi metri e da Genova eccoci in Oriente, dove a fianco di una cinta muraria, probabilmente di Gerusalemme, sfilano i Re Magi guidati dalla stella cometa, con i doni e gli abbigliamenti sfarzosi.


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Bibliografia


F. Alizeri, Guida artistica per la città di Genova, Genova, 1846

L. A. Cervetto, Il Santuario della Madonnetta. Ricordi di storia e d'arte, Genova, 1920

A. Rossi, L'architettura religiosa barocca a Genova, Genova, 1959

E. De Negri, Chiese settecentesche a pianta ellittica nel Genovesato,1967

P. Eugenio Cavallari, La Madonnetta, Genova, 1972

A. Bettanini, D. Moreno, Il presepe Genovese, Sagep, Genova, 1970

Ultimo aggiornamento 26 Ottobre 2022